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Chi sono

Daniela Poggio

Sarai una conquistatrice” mi disse il pediatra a due anni dandomi una pedata affettuosa sul pannolone.

Mi chiamo Daniela Poggio e sono mamma, manager e autrice. Sono nata il 30 maggio del 1975 ad Acqui Terme: “una città dove il mondo non riesce ad arrivare perché manca l’autostrada” come scrissi quando avevo a 7 anni. I primi anni della mia vita li ho trascorsi in Piemonte, tra le colline del Monferrato, luogo di origine di mio papà. Mia mamma invece è ligure, per questo motivo tutte le estati della mia infanzia si sono svolte tra Imperia e Ventimiglia. Poi la vita mi ha portato prima a Magenta, quindi a Milano. Insomma, il Nord Ovest lo conosco.

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Non ho mai scritto una parola che non venisse dal cuore né mai lo farò”

Nellie Bly

Mi sono laureata con una tesi su Edward Hallet Carr e il suo celebre libro “The Twenty Years’ Crisis” sul sistema delle relazioni internazionali tra la prima e la seconda guerra mondiale. Sognavo di diventare giornalista e a vent’anni anni ho atteso diverse ore in fila per ottenere un posto nel corso organizzato da Indro Montanelli presso “La Voce”, ultima esperienza editoriale successiva alla discesa in campo di Silvio Berlusconi. Alla passione per il giornalismo dopo l’Università si è affiancata quella per la comunicazione d’impresa che ho scoperto frequentando un Master in Comunicazione Pubblica e Politica presso l’Istituto Superiore di Comunicazione.

Sono diventata dirigente a trentatré anni, alternando incarichi crescenti a due maternità e guidando la comunicazione in multinazionali di diversi settori. La sistematizzazione della mia idea di comunicazione è arrivata con l’esplosione dei media digitali e il processo di disintermediazione dell’informazione. Ho iniziato a studiare il “Brand Journalism” e sono curatrice della materia presso l’Università IULM di Milano. Da tre anni StartupItalia! mi indica tra le 150 donne più digitali e innovative da seguire nel nostro Paese, le “Unstoppable Women”.

Non dimenticate mai che è sufficiente una crisi politica, economica o religiosa per mettere in discussione i diritti delle donne. Questi diritti non sono acquisiti per sempre. Dovete rimanere vigili per tutta la vita”.

–  Simone De Beauvoir  –

Da settembre 2018 sono tra le voci che si elevano a contrasto del disegno di legge 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bi-genitorialità”, anche noto come ddl Pillon dal nome del primo firmatario e relatore, in discussione in Senato. Un progetto che ho subito considerato pericoloso per genitori e bambini. La consapevolezza della fragilità dei diritti delle donne mi ha portato a dedicarmi con maggiore energie all’empowerment femminile e sono tra le promotrici, insieme ad altre attiviste di +Europa, di un gruppo presso la Camera dei Deputati su proposta di Alessandro Fusacchia che intende occuparsi di impresa, welfare, istruzione e parità di genere.

Mi sono iscritta a +Europa in occasione del Congresso Fondativo e contribuisco alle attività del gruppo +Europa Parigi, città dove trascorro parte della mia vita con il mio compagno canadese, belga e americano che mi ha trasferito l’importanza di combattere per il futuro sostenibile del pianeta.

Mi sono candidata alle #Europee2019 perché voglio dare un’altra risposta alla richiesta di partecipazione diffusa e ai processi di disintermediazione della politica. Perché la qualità delle risposte che sapremo dare determinerà chi siamo, ma soprattutto chi saremo. Anzi, lo sta già facendo. Perché se sapremo dare risposte diverse metteremo in sicurezza la democrazia e sapremo proteggere i diritti umani, civili e sociali. Perché i primi diritti a diventare più fragili sono quelli delle donne e dei bambini. E non ce lo possiamo permettere.

Cosa penso dell’Europa

+Europa

Avverto anche io la distanza che ci separa dall’Europa. Che separa l’Italia dall’Europa. In parte credo che questo dipenda dalla scarsità di informazioni che abbiamo su ciò che davvero l’Europa fa per noi. Queste elezioni rappresentano quindi anche una buona opportunità per approfondire e raccontare cosa fa l’Unione Europea e cosa ci garantisce. D’altra parte l’unione europea appare ancora prevalentemente come una unione monetaria, dando l’impressione di avere in un rapporto eccessivamente realista con gli Stati membri. La politica dell’equilibrio di potenza ha sicuramente garantito pace e stabilità. Ma a quale prezzo? Penso che sia arrivato il momento di recuperare la dimensione idealista dell’Unione e ambire a essere prima di tutto una civiltà, e non una somma di stati. Una civiltà aperta e progressista, solidale e sostenibile. Credo che l’Europa ci aiuterà a reinventare la democrazia.

+Donne

In questi mesi ho capito il senso della frase pronunciata da Simone De Beauvoir: “Non dimenticate mai che è sufficiente una crisi politica, economica o religiosa per mettere in discussione i diritti delle donne. Questi diritti non sono acquisiti per sempre. Dovete rimanere vigili per tutta la vita”. Emma Bonino ce lo ricorda spesso, soprattutto a noi che non abbiamo dovuto lottare per alcuni diritti fondamentali che oggi non appaiono più così scontati. Non solo in Italia, ma anche in altre parti d’Europa. Ci serve una Europa forte, democratica e liberale, che abbia chiaro da che parte stare quando si parla di diritti umani, civili e sociali. Ci serve un’Europa con più donne, capaci di riflettere i valori di cura e i bisogni della comunità.

Le mie proposte

Negli ultimi mesi ho identificato insieme ad altre donne e attiviste alcuni temi importanti per rafforzare il ruolo delle donne nella società. Si tratta quindi di una prima stesura che vorrei continuare ad elaborare insieme a tutti coloro che vorranno partecipare. Scrivimi e dimmi cosa ne pensi!

Istruzione

Parità di genere e Istruzione

Secondo la Commissione Europea l’Europa da qui al 2020 potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di 900.000 tecnici ICT specializzati. E secondo lo studio, se sul mercato del lavoro digitale ci fosse un numero pari di uomini e di donne, il PIL annuo dell’UE potrebbe crescere di 9 miliardi di euro. Serve uno sforzo congiunto da parte di governi, scuole e famiglie per sostenere la partecipazione delle studentesse ai percorsi scolastici e lavorativi scientifici attraverso modelli di riferimento femminili nelle professioni STEM, esperienze pratiche nel percorso scolastico, formazione insegnanti.

Istruzione

Parità di genere e Parità salariale

Il pay gap o differenziale retributivo di genere, rivela un forte squilibrio nel mercato del lavoro a parità di ruolo e ore lavorate. Pubblicare le buste paga è importante, ma occorre lavorare a forme di incentivazione e condizionamento reale per le aziende quotate, le società pubbliche, per arrivare a quelle private. Insistere sul congedo parentale, come già si sta facendo, costituisce un altro aspetto fondamentale per correggere queste distorsioni nel mercato del lavoro.

Istruzione

Parità di genere e innovazione

In Italia le startup “rosa” stanno crescendo (sono 1273 quelle iscritte al registro delle imprese a maggioranza femminile in Italia) ma corrispondono ancora al 13% del totale. Il nostro Paese resta indietro anche se a livello europeo, stando all’ultimo European Startup, l’Italia si collocherebbe al quarto posto per percentuale di fondatrici di startup, dopo Regno Unito, Grecia e Irlanda. Cosa fare perché le startup nate al Sud non restino piccole? Cosa fare perché le donne siano a capo di startup che fatturano? Sostegni fiscali concreti e defiscalizzazione come incentivo per chi investe. Ma anche role model positivi. Alcune ricerche internazionali rivelano infatti che le startup fondate anche da donne hanno maggiore probabilità di ricevere investimenti rispetto a quelle costituite da soli uomini.

Istruzione

Parità di genere e violenza

Esiste una correlazione tra l’effettiva parità di genere e la violenza sulle donne. La Convenzione di Instanbul, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 7 aprile 2011 e aperta alla firma l'11 maggio 2011, si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime e impedire l'impunità dei colpevoli. Al di là di alcuni problemi di ratifica, resta ancora problematica l’effettiva messa in atto delle misure previste. Il fenomeno della violenza contro le donne rappresenta un problema sociale e culturale ancora radicato e non contrastato efficacemente.

Istruzione

Parità di genere e diritti umani

Sono mezzo milione nell’UE e nel mondo le donne che hanno vissuto il trauma della mutilazione genitale. Viene praticata sulle bambine, solitamente fra i cinque e gli otto anni, in situazioni di igiene e di sicurezza terribili. Non ha nessuna ragione medica e può provocare dei gravi danni psicologici e fisici con cui la donna deve convivere per tutta la vita. Gli eurodeputati sono uniti nell’invocare la fine di questa pratica inumana, contro cui il 6 febbraio si è celebrata la giornata della tolleranza zero.

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Causale: Contributo campagna elettorale Poggio Daniela, ordinante identificato a termini di legge

Se volete contribuire alla mia campagna elettorale e alla realizzazione del programma “Più Donne Più Europa”, potete farlo tramite PayPal, all'indirizzo del mio mandatario elettorale, Sergio Poggio.

Vi raccomandiamo di utilizzare l’opzione “Invia denaro a familiari e amici”. Nelle note sarà utile riportare la seguente frase: “Contributo elettorale a favore di Daniela Poggio. Ordinante identificato a norma di legge”.

Indirizzo PayPal: sergio.poggio@alice.it

donazione campagna elettorale daniela poggio

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